sabato 20 dicembre 2008

Il mondo e-Learning


Ormai anche la formazione e-learning si sta affermando....quindi una figura professione può anche essere incentrata sulla formazione utilizzando strumenti multimediali.
L'idea di parlarvi dell'e-learning mi è venuta leggendo il blog di Sara , questa modalità di formazione è a distanza essa può essere attuata in qualisasi posto e in qualsiasi momento attraverso la rete.
La rete da a disposizione alle persone di vari strumenti:
- per comunicare: mailiglist, webforum, chat...
- per produrre individualmente in rete: per organizzare le proprie risorse personali
- per attuare lavori di gruppo: wiki, mappe concettuali condivisibili e utilizzabili da più utenti contemporaneamente
... e molto altro.
Sta al formatore progettare l'aula virtuale più adatta alle sue esigenze e ai suoi scopi.
Bisogna tenere ben presente che:
"Tutti i sistemi e-learning hanno specifiche caratteristiche: - uso della piattaforma tecnologica (Learning Management System o LMS) che gestisce la distribuzione e la fruizione della formazione - utilizzo della connessione internet - uso del personal computer come strumento principale - monitoraggio continuo - flessibilità:ogni utente può connettersi in ogni momento senza vincoli - interattività dei materiali per accedere ad un numero sempre più consistente di informazioni e ottimizzare l'apprendimento - apprendimento di tipo cooperativo"

Dunque quando il formatore andrà a progettare il corso dovrà tener presente tutte queste caratteristiche, in caso contrario il corso sarà un flop totale...

Ci sono svariate piattaforme semplici da utilizzare per creare ambienti e-learning, quella di cui posso parlare perchè già sperimentata è Moodle.
Questa è una piattaforma Open Source che permette la creazione di aule virtuali, dove al loro interno si possono trovare vari strumenti che il formatore può sfruttare per lo svolgimento della sua attività.
All'interno di Moodle si possono utilizzare Chat, Forum e messaggi istantanei per la comunicazione, c'è la possibilità di caricare materiale di testo, immagini, musica e video, di utilizzare i wiki cioè dei documenti che sono sviluppati in collaborazione, di inserire compiti, questionari e sondaggi.

il Formatore con la F maiuscola

Girovagando per i vari blog dei miei compagni di corso sono capitata in quello di Stefania.
Nel suo ultimo post "cosa fa il formatore, se deve creare un "gruppo"?" si sofferma sulle particolarità della figura del Formatore:
"La particolarità della figura del For è di saper saper “lanciare la palla”, lasciare che si sviluppi il gioco, e, successivamente, far riflettere su di sé e su ciò che è accaduto, raccogliendo ciò che viene detto, e rispondere poi , elaborando attraverso teorie fra le più varie, per restituirle come un ragionamento per loro assolutamente razionale ed intuitivo, che viene subito recepito, lasciando quindi ai partecipanti la possibilità di fare dei paralleli con possibili situazioni aziendali, per capire come “poter fare” in quei casi.
Non è un “come fare” inteso come istruzioni per l’uso, ma una riflessione guidata che porta le persone stesse a guardarsi ad a “dirsi” qual è il comportamento, l’alternativa migliore nelle situazioni in cui si troveranno, che magari prima non riuscivano a gestire in modo produttivo."
Questa figura professionale è veramente molto complessa, gestire queste relazioni e un'attività che si può attuare solo dopo molta esperienza , riflessività ,consapevolezza di sè stesso e gestione delle dinamiche emotive e relazionali.
Devo però ammettere che questa tipologia di formazione che ha lo scopo di modificare e/o risolvere particolarità e problematiche dell'azienda è il tipo di formazione che realmente crea valore.

Orientare...


La figura professionale che vorrei approfondire oggi è quella dell'orientatore.
Per fare ciò voglio servirmi di un sito internet:

www.com-orientamento.it

Questo sito è il link di una comunità di pratica, presente in gran parte del territorio italiano... questa comunità è composta principalmente da orientatori di professione ma anche da studenti interessati all'argomento.
In essa vi è un continuo scambio di esperienze, riflessioni su tematiche inerenti e creazione collaborativa di nuove proposte d'azione.
Quando mi è stato proposto - dall'ente in cui sto svolgendo uno stage - di entrare a far parte di questa comunità per cercare di capire le potenzialità dell'orientamento, ho cominciato a riflettere su quest'aspetto: cos'è realmente l'orientamento? E come si attua?

Navigando in internet ho trovato molte definizioni teoriche ma l'attuazione pratica in situazioni concrete mi è sembrata difficoltosa.

Sono arrivata alla conclusione che il ruolo dell'orientatore è veramente molto complesso; esso deve offrire delle scelte senza però influenzare la decisione finale. Inoltre si occupa di un target vastissimo: dagli adolescenti all'età adulta.

Come il formatore, anche l'orientatore può andare in aula o rimanere dietro le quinte.

Vorrei concludere proponendovi un esempio concreto dalla mia piccola esperienza.

Un progetto in cui mi è capitato di far parte si chiama R.I.S.P.O.S.T.E ed è organizzato e proposto da EnAIP Veneto.

Questo progetto riunisce varie scuole medie e superiori e vari enti di formazione e ha lo scopo di orientare i ragazzi nella scelta del loro futuro dando loro informazioni sul mondo del lavoro.

Secondo me l'attività più interessante è portare i ragazzi delle medie all'interno di un'azienda spiegando e facendo vedere all'opera le varie figure professionali.

Questo tipo di progetto è rivolto agli istituti medi inferiori perché quella è l'età della prima grande scelta, è l'età delle grandi domande come “Cosa farò da grande?”; capirlo vedendo le varie professioni all'opera vale più di 1000 parole.

domenica 14 dicembre 2008

Il Tutor

Un'altra figura molto importante, soprattutto dei corsi di formazione di lunga durata o rivolti ad un utenza particolareggiata e problematica, è il tutur.
Per introdurre il ruolo del tutor ho trovato su Wikipedia una spiegazione esaustiva:
"Il tutor nella formazione è colui che si rende responsabile di un gruppo, di un'aula, di un percorso formativo. È una figura professionale, distinta dal docente o dal progettista e che spesso viene individuata nei giovani che approcciano il mestiere. Questo in effetti è in contraddizione con il significato iniziale di sostegno e guida perché appare invece come un ruolo più segretariale.
Oggi la figura del tutor aggiunge valore all'attività formativa. Tra gli ambiti in cui trova collocazione la professionalità del tutor ha assunto particolare centralità l'apprendimento con l'E-Learning o l'apprendimento in rete.
In questi campi innovativi di apprendimento il ruolo che riveste il tutor diventa centrale, poiché la formazione a distanza con la rete necessità più che mai di attenzione e cura del singolo discente, presidio dei processi e animazione della comunità in apprendimento."
Il tutor quindi è una figura molto importante ma anche sottovalutata, questo ruolo è spesso lasciato ai giovani per dare la possibilità a loro di fare esperienza sul campo anche se in realtà questa figura professionalesi trova di fronte ad un'enorme complessità da gestire.
Infatti il tutor andrà ad interagire con dinamiche relazionali, di comunicazione ed emotive non sempre semplici da tenere sotto controllo o da risolvere.
Entrando nello specifico il tutor può avere varie mansioni, può organizzare e gestire le attività di gruppo che il docente propone, può aiutare il docente a gestire la discussione d'aula, può accogliere richieste e dubbi dei corsisti per riuscire a risolvere le problematiche...e molte altre.
Ovviamente in base alla tipologia di corso anche il ruolo e le mansioni che il tutor si troverà a svolgere sono differenti e possono spaziare a 360°.

mercoledì 10 dicembre 2008

Formatore Outdoor


Prima di tutto bisogna spiegare cos'è Outdoor visto che è una modalità nuova di formazione aziendale.
Navigando nella rete ho visto molti siti e blog che approfondiscono questo argomento...
Il materiale per me più significativo, semplice e immediato è stato quello di Alessia, dove nel suo blog affronta questo aspetto della formazione:
http://outdoorazienda.blogspot.com/
Riprendendo qualche frase più significativa: "L' Outdoor è un metodo usato per la formazione all'interno dell'azienda.....L' Outdoor si basa sul vivere delle esperienze e svolgere delle attività in gruppo, che vengono fatte dopo una fase di riflessione. Questa fase farà ragionare le persone sui propri comportamenti portandole a individuare degli insegnamenti utili per il contesto lavorativo e sulla vita privata delle persone."
Per ampliare le conoscenze su questo campo vi propongo anche questo sito:
www.adforma.com/05ex_outdoor_training.htm

Per attuare la formazione outdoor bisogna avere una buona esperienza alle spalle.
Infatti il formatore outdoor va a gestire motivazioni personalità ed emozioni degli individui, competenze che non possiede un neo-laureato.
Certo che per intraprendere questa professione ci vuole una lunga preparazione che deve essere fatta sul campo magari come assistente o tutor ( ruolo che affronterò nel prossimo post).

Il Progettista di un intervento formativo

Non tutte le persone sono portate a relazionarsi con l'aula, molti preferiscono operare dietro alle quinte...
Il ruolo del progettista è indispensabile, è lui che, con la sua professionalità, riflessività ed inventiva andrà poi a creare i percorsi formativi.
Ogni evento formativo ben riuscito e che porta a buoni risultati parte da una progettazione con delle basi solide.
La primissima fase nella progettazione di un intervento formativo è l'analisi dei bisogni, essa farà poi riflettere sulla situazione reale per trovare contenuti, strumenti e modalità per attuare l'intervento.
L'analisi dei bisogni può avere vari scopi e può essere effettuata in diverse situzioni.
Ovviamente un intervento formativo dovrebbe essere preventivo cioè non dovrebbe risolvere situazioni già critiche ma prevenire le problematiche.
Non sempre comunque al formatore è richiesto di fare un'analisi dei bisogni infatti esso può anche cercare di creare un intervento su analisi fatte da altre professionalità magari all'interno della realtà aziendale.
Cercando di concretizzate tutta questa teoria cercherò di delineare in maniera concreta la figura di un "progettista tipo" secondo la mia piccola esperienza:
Molti progettisti operano dell'ambito dei finanziamenti, tra cui i più noti sono dati dal Fondo Sociale Europeo che in collaborazione con le regioni attuano analisi del territorio per erogare formazione professionalizzante o di aggiornamento e specializzazione spendibile nel territorio.
Al progettista in questione non verrà chiesto di attuare l'analisi del territorio ma di riflettere, con le analisi alla mano, su che tipologie di figure professionali bisogna formare.
Il progettista dunque andrà a riflettere sulla figura professionale che si andrà a creare, sulle motivazioni che l'ha spinto a questa scelta, sui contenuti da inserire all'interno del corso e sulla reale spendibilità della quallifica da parte dei fruitori.
Il formatore progettista all'interno di un'azienda avrà altre priorità, la formazione che andrà a pensare è di tipo transazionale, dove molto importanti sono lo scopo e i risultati.

sabato 6 dicembre 2008

Formatore come "docente"

Il Formatore d'aula:
Ovviamente esso non è un semplice docente, infatti non si limita a dare delle nozioni teoriche ma cerca anche un meta apprendimento dei soggetti.
Per intraprendere questo percorso professionale un fattore importante sarà la predisposizione della persona a relazionarsi.
Le basi di un formatore dovranno essere di tipo teorico ed esso dovrà avere una flessibilità tale da utilizzare i differenti approcci in base alle situazioni.
Oltre a ciò, ci sono delle strategie che il formatore, che vuole gestire al meglio un'aula, deve imparare:
Saper condurre un'aula: dove vi è una prima fase di "riscaldamento" degli intaressi e delle attenzioni dei presenti, tale da incoraggiare i partecipanti a provare ad entrare nel merito del tema.
Da parte del formatore ci deve essere uno sguardo a 360°, un'ascolto attivo e un buon ritmo.
Per spiegare in breve cosa vuol dire avere "un buon ritmo" utilizzere questa citazione di J.Townsend - La persona media può pensare fino a 800 parole al minuto, ma il formatore medio può solo parlare con 120 parole al minuto. Dovrà dare ai partecipanti qualcosa di interessante da fare con le rimanenti 630 parole -
Altro punto indispensabile, che il formatore dovrà padroneggiare per entrare in aula è il metodo della discussione, essa deve essere posta sul rispetto delle varie opinioni e valorizzando i vari interventi, l'attenzione inoltre vede essere rivolta a tutti e lo sguardo deve essere vigile.
Alcuni suggerimenti per condurre una discussione di qualità e avente lo scopo di "appredimento collaborativo" sono: saper porre domande, saper usare modalità di incoraggiamento verbali e non verbale, saper riinviare le domande o deviarle, facilitare la discurrione del gruppo , saper utilizzare tecniche di coinvolgimento ed adeguare il proprio ritmo.

Che formatore sei?

Ciao a tutti,
ho pensato e ripensato a cosa potevo inserire nel mio blog che fosse utile, interessante e soprattutto originale e che potesse riflettere sulla formazione in un ottica diversa.

Sono dunque partita da una domanda: Che formatore sei?
Sono convinta che quando usciremo dall'università saremo sommersi da una miriade di offerte diverse e dovremo decidere che formatore diventare!

Le figure professionali che potremo ricoprire con i nostri studi sono molteplici quindi, perchè non riflettere sulle nostra aspirazioni per evitare di intraprendere strade sbagliate!?!

Pensavo di esporre le varie figure professionali che andranno poi a operare nel mondo della formazione...
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